
L’elegante e purissima facciata di colore bianco ghiaccio dell’hotel Seeko’o e’ diventato una realta’ nella zona del porto di Bordeaux. Nella lingua Inuit, Seeko’o significa « iceberg » o « glaciale »… e fin da questo primo dettaglio si puo’ intuire l’originalita’ di questo progetto e le sfide che ha proposto.
Creare un hotel di design nel centro di Bordeaux, sulla riva sinistra della Garonna, era un’impresa non semplice. Questa e’ una zona strategica per la citta’, nota per il rispetto verso la tradizione, la propria storia e il suo spirito di « citta’ di pietra ». La prima sfida da vincere era questa: elaborare un progetto che, allo stesso tempo, fosse in grado di segnare una discontinuita’ con la tradizione e di armonizzarsi con l’ambiente circostante.
Al fine di creare l’effetto « iceberg » desiderato, l’architetto Jean-Christophe Masnada, dello studio Atelier d’architecture King Kong, si e’ concentrato su un concetto innovativo: una facciata interamente realizzata in DuPont Corian. Questa applicazione di rivestimento esterno e’ una prima mondiale per DuPont Corian, materiale scelto per la sua combinazione di proprieta’ e prestazioni estetiche e funzionali.
Tutti i test e le validazioni tecniche sono state effettuate da Qualiconsult, organizzazione francese per le normative, nell’ambito di una “Enquête Technique Nouvelle” (Nuova Inchiesta Tecnica), in stretta collaborazione con Anne-Line Citerne di DuPont Building Innovations, responsabile di questo progetto per DuPont.
« L’innovativo sistema di fissaggio realizzato per questo progetto e’ stato validato dalla ricerca effettuata da Qualiconsult come progetto di rivestimento di facciata di livello R+4 in un’area vento di secondo livello. Il sistema utilizza strutture in alluminio Façalu della societa’ Etanco e adotta fissaggi invisibili che consentono di agganciare i pannelli in DuPont Corian con una tecnica di clip sulla struttura in profili secondari orizzontali. La struttura ha uno spessore di circa 10 cm. Se richiesto, puo’ supportare un materiale isolante esterno (lana di vetro o altro) cosi come una pellicola impermeabile, posta tra ciascun binario. Si tratta di una soluzione innovativa che fornisce eccezionale resistenza all’impatto e ai carichi positivi e negativi. » spiega Anne-Line Citerne.
Il progetto valorizza le intrinseche qualita’ di DuPont Corian per le applicazioni in esterni: e’ liscio, non poroso, resiste bene a intemperie e raggi UV, i graffiti sono facilmente rimossi e permette di ottenere bordi dello stesso colore della superficie del pannello e delle giunture tra ognuno di essi. Anche la traslucenza di DuPont Corian e’ stata sfruttata in questa applicazioni in esterni, riducendo lo spessore del pannello nella parte posteriore per consentire, in determinate zone, un passaggio selettivo della luce, tramite retroilluminazione.
L’idea di realizzare una facciata in DuPont Corian e’ venuta a Jean-Christophe Masnada sin dalle prime fasi del progetto. « Eravamo affascinati da questo nobile e versatile materiale di DuPont. Ci ha permesso di allontanarci dai tradizionali sistemi di rivestimento delle facciate. I pannelli della facciata sono posati su una doppia struttura metallica al fine di ottenere una buona uniformita’ lungo tutta la superficie: la tolleranza tra i pannelli e’ regolata al milllimetro.
Abbiamo dovuto lavorare con pannelli grandi (6 m x 3 m) ma sottili, quindi pesanti e potenzialmente fragili. Il trasporto e il montaggio di questi pannelli sui supporti erano una sfida. Non c’e’ un sistema di fissaggio visibile sulla facciata: abbiamo utilizzato una struttura di fissaggio nascosta, creata appositamente per essere utilizzata con DuPont Corian, che comprende un inserto metallico con una vite filettata assemblata all’interno del materiale. Un uncino e’ avvitato alla struttura e si aggancia alla struttura secondaria ogni 30 cm. E’ stato pertanto applicata una speciale metodologia di posa che tiene conto di tutti i tipi di telai per vetrate presenti sulla facciata.” racconta Jean-Christophe Masnada.
« DuPont Corian offre inoltre una facile manutenzione e permette di effettuare riparazioni sul posto. Anche dopo l’installazione, in caso di danneggiamenti di qualsiasi natura, un pannello in DuPont Corian puo’ essere ripristinato, tramite un processo di levigatura per eliminare danni superficiali oppure tramite la sostituzione delle sezioni danneggiate e la successiva levigatura.” aggiunge Masnada.
“Il costruttore della facciata e AEA, azienda francese specializzata nella lavorazione di DuPont Corian, hanno operato con estrema attenzione, in linea con gli alti livelli di precisione richiesti. Il costruttore della facciata ha realizzato un sistema di sollevamento specifico per questo progetto perche’ i pannelli non avrebbero potuto essere installati in modo efficace adottando sistemi di sollevamento tradizionali. Con la soluzione adottata, i pannelli sono stati fatti scorrere lungo alcune rotaie, sono stati alzati in posizione orizzontale e, infine, sono stati fatti ruotare automaticamente in verticale per posizionarsi sulla facciata. » conclude Masnada.
DuPont Corian nel colore Glacier White (bianco ghiaccio) era una scelta ”naturale” per evidenziare l’aspetto scultoreo dell’edificio, con le sue linee, piani e angoli, le sue ripetute aperture, il gioco d’ombra e di luce. All’interno, le camere offrono una vista sulla Garonna.
Lo spazio interno e’ stato « liberato » il piu’ possibile. Il bagno si trova all’interno della stanza, dalla quale e’ diviso con un paravento, per la privacy. Il motto e’ la semplicita’ dal soffitto fino al tappeto. I bagni sono dotati di lavabi in DuPont Corian la cui geometria ricorda quella dell’insieme dell’edificio. Nella hall, un banco della lunghezza di 4,5 metri, realizzato anch’esso in DuPont Corian Glacier White, replica la facciata.
Casapassiva 7 nov 2007